Prevenzione Psico-Fisica

Prevenzione Psico-Fisica

In America a New York, dal 2004 al 2009 si è riscontrato un aumento di oltre il 50% di prescrizioni di ansiolitici come lo Xanax (della famiglia delle benzodiazepine). Anche in Italia, secondo un indagine avviata dal sociologo Davide Galesi dell’Università di Trento su 3741 consumatori, il consumo di psicofarmaci è triplicato, i più venduti sono gli ansiolitici (61,3%) seguiti da antidepressivi (33,5%), sonniferi (18,4%) e antipsicotici (7,8%).

Ad utilizzare gli antidepressivi sono in particolare le donne i separati ed i vedovi nella fascia compresa tra i 35 ed i 54 anni e sopra i 75 anni.

Massimo Biondi, professore di psichiatria presso l’Università la Sapienza di Roma, spiega che le nostre funzioni psichiche sono regolate da una trentina di mediatori chimici chiamati neurotrasmettitori che si trovano tra loro in un equilibrio assai complesso.

Gli psicofarmaci agiscono proprio sulla chimica dei neurotrasmettitori, quindi conseguentemente sulla nostra mente. Infatti se i neurotrasmettitori vengono utilizzati troppo, quindi consumati a causa di fattori fisici come malattie o sbalzi ormonali oppure traumi psicologici come eccessivo stress, lutto di una persona cara, un licenziamento, un pensionamento, o altri cambiamenti emotivamente coinvolgenti, il loro equilibrio viene a mancare e l’intero sistema della mente entra in uno stato di deficit.

Dopo un lutto per esempio, nel nostro cervello le molecole che regolano il tono dell’umore: serotonina noradrenalina e dopamina vengono consumate con estrema velocità fino ad esaurirsi nel giro di pochi giorni. Dopo poche settimane possono comparire i sintomi della depressione.

Un grave trauma come un lutto può essere superato in vari modi: con il conforto di amici e parenti, con la fede, con esperienze di vita positive, con interventi psicosociali con la psicoterapia oppure con farmaci mirati. Ma bisogna fare molta attenzione all’assunzione di psicofarmaci, come dice giustamente Galesi non c’è un epidemia di malattie mentali ma un processo di medicalizzazione del malessere che porta ad un eccesso di diagnosi e di prescrizioni inappropriate. (Airone n.397 – Maggio 2014 argomento:Salute).

Per evitare quindi diagnosi e prescrizioni inadeguate bisognerebbe rivolgersi ad uno psicologo per valutare se la problematica può essere risolta con una serie di incontri di psicoterapia o sia effettivamente necessario l’utilizzo di psicofarmaci, in questo e solo in questo caso ci si può rivolgere ad uno psichiatra, meglio se consigliato dallo psicologo stesso, per condurre con lui un lavoro di collaborazione e cooperazione.

Inoltre, per agire con maggiore cura e attenzione alla salute, risulta fondamentale fare riferimento al concetto di prevenzione, e qui intendo sottolineare che non si tratta soltanto di prevenzione a livello psicologico ma anche fisico, da questo concetto si evince la denominazione di prevenzione psico-fisica.

Per quanto riguarda il primo settore: quando ci sono chiari segnali di sofferenza psicologica sarebbe opportuno, invece di rivolgersi al medico generico o ad uno psichiatra, fare riferimento ad uno psicologo che possa poi indirizzare la persona verso uno percorso di psicoterapia mirata al suo specifico caso per evitare che la situazioni si aggravi ed evitare di cadere nella terribile morsa degli psicofarmaci, che oltre a portare effetti collaterali di varia origine, se assunti per periodi molto prolungati danno assuefazione e l’individuo che li assume, per sentirne i benefici sarà costretto ad aumentare la dose e questo potrà diventare anche molto dannoso per l’equilibrio psicofisico.

Nel caso invece emergano problematiche di tipo fisico l’individuo con disagio si dovrebbe rivolgere ad un medico generico, il quale dopo avere consigliato opportuni esami inerenti al caso in questione, lo invii ad uno psicologo, se non ci sono segni di reale e comprovata patologia fisica e perciò si tratti di disturbi psicosomatici, o ad uno specialista, nel caso si tratti di una patologia fisica specifica dichiarata, il quale possa rapidamente comprendere la causa e la cura per rimediare ad essa ed evitare che la situazione si aggravi e degeneri in patologie più gravi.

Se vogliamo invece fare un salto quantico in campo di prevenzione, cioè se vogliamo avviare un processo di consapevolezza che implica l’entrata in una dimensione esistenziale più evoluta, non aspettiamo che i sintomi fisici e psicologici ci aggrediscano occupandoci poi di curarli, ma possiamo invece cercare di rendere il nostro organismo più robusto e impermeabile, cioè meno soggetto a disturbi e malattie di vario genere sia fisiche che psicologiche.

Se infatti ci sentiamo bene, in forma, dormiamo e ci nutriamo con alimenti sani e siamo coinvolti improvvisamente da un evento altamente negativo e stressante, partiamo già da una base solida, inevitabilmente il nostro umore scenderà e saremo piuttosto depressi, ma forse riusciremo presto a risollevarci, se abbiamo invece un fisico debilitato, di notte non dormiamo, mangiamo con modalità disorganizzata e siamo o sottopeso o in sovrappeso e siamo colpiti dallo stesso evento, molto probabilmente crolleremo sia fisicamente che psicologicamente e faremo molta fatica a recuperare il nostro equilibrio precedente.

Quando partiamo per un lungo viaggio, prepariamo il nostro bagaglio contenente abiti scarpe eventualmente medicinali, cibo, soldi ecc… Così dovremo preparare noi stessi per affrontare il lungo viaggio della nostra vita che ci porterà gioia, allegria, ma anche sofferenza, stress, emozioni forti, patologie fisiche e psicologiche. Come fare per affrontare tutto questo?

Innanzi tutto dobbiamo nutrirci in modo sano ed equilibrato per mantenere il nostro peso forma in relazione alla nostra altezza, tipo di corporatura, età e stile di vita, evitando di essere troppi kg in sottopeso o in sovrappeso, infatti entrambe le due dimensioni possono portare la rottura dell’equilibrio psico-fisico.

Il sottopeso può portare abbassamento delle difese immunitarie con conseguente facilità ad ammalarsi: raffreddori, influenze, bronchiti, ma anche minore tolleranza allo stress con facilità a cadere nella depressione o anche in patologie più gravi come veri e propri disturbi dell’alimentazione. Il sovrappeso, quindi la presenza di eccessive quantità di grasso corporeo, portano ad un maggiore rischio di insorgenza di diabete, ipertensione, malattie cardiovascolari, ed alcuni tipi di tumore.

Infatti il Codice Europeo contro il Cancro sintetizza il rapporto tra alimentazione e l’insorgere dei tumori, dalla ricerca scientifica emerge che circa un terzo dei tumori potrebbe essere evitato con un alimentazione ed uno stile di vita più salutari.

Per comprendere meglio cosa si intende per sana ed equilibrata alimentazione possiamo fare riferimento alle indicazioni rilasciate dall’LILT (Lega Italiana per la lotta contro i tumori sezione di Genova in “Sapore di Prevenzione”) che divide gli alimenti in cinque grandi gruppi.

Al primo gruppo appartengono carne pesce e uova che forniscono proteine di elevata qualità, è consigliato il consumo delle carni magre in particolare le carni bianche e delle uova due volte alla settimana e del pesce i restanti giorni, bisognerebbe alternare l’utilizzo del pesce magro(azzurro) e del pesce di carne più grassa (salmone) che contiene una quantità elevata di acidi grassi omega 3.

I legumi (fagioli, lenticchie, piselli, ceci..) vanno abbinati ai cereali per incrementare il contenuto proteico, il loro consumo contribuisce il rischio di tumore al colon.

Al secondo gruppo appartengono latte e derivati, la principale funzione di questo gruppo è quello di fornire il calcio in forma altamente biodisponibile cioè facilmente assorbibile e utilizzabile dall’organismo; sono consigliati il latte parzialmente scremato il latte di soia ed i formaggi magri così come lo yogurt magro. Lo yogurt rappresenta una buona fonte di brobiotici che inibiscono la crescita delle cellule tumorali del colon.

Al terzo gruppo appartengono i cereali, derivati e tuberi, fanno parte di questo gruppo la pasta il pane, il riso e altri cereali minori (mais, avena, orzo, farro), questi alimenti sono fondamentali per l’apporto di carboidrati, tre quarti complessi e un quarto semplici, fornendo l’apporto calorico giornaliero.

E’ preferibile il consumo di cereali integrali rispetto a quelli raffinati per la presenza di fibre che riducono e rallentano l’assorbimento di grassi e zuccheri e contribuiscono ad abbassare i livelli ematici di colesterolo e glicemia, inoltre fondamentale è l’utilizzo delle vitamine in particolare quelle del gruppo B e i minerali come ferro, magnesio e selenio.

Al quarto gruppo appartengono i grassi da condimento, è preferibile l’utilizzo di olio di oliva a crudo che è in assoluto il grasso più sano, è ricco di acidi grassi monoinsaturi come l’acido oleico che fa diminuire i livelli di colesterolo “cattivo” nel sangue, si presta inoltre, grazie alla sua buona resistenza al calore anche alla preparazione di fritti.

Al quinto gruppo appartengono frutta e ortaggi, sarebbe opportuno consumarne almeno cinque porzioni tra vegetali e frutta. I vegetali e la frutta sono fonte di fibre, che facilitano il transito intestinale, di vitamine con funzione antiossidante e di sali minerali; la frutta andrebbe consumata lontano dai pasti in modo da migliorarne l’assorbimento e quindi la biodisponibilità degli elementi in essa contenuti.

Attualmente risulta sempre più complicato rispettare queste indicazioni, sia per mancanza di tempo sia per praticità spesso ci ritroviamo a pranzare velocemente con un pezzo di pizza, focaccia o un panino con affettati e formaggi grassi per colmare la fame ed illuderci di avere mangiato poco…penalizzando lo spuntino con frutta, il consumo di proteine (carne o pesce) ed un contorno di verdure cotte o crude.

In questi casi può essere utile l’uso di integratori ricchi di fibre, vitamine e sali minerali che possano contribuire al mantenimento del metabolismo energetico ottimale, naturalmente nel rispetto delle dosi indicate, se ci sono dubbi rispetto agli ingredienti è opportuno consultare figure competenti: medico, farmacista omeopata di fiducia. Con l’avvento di internet possiamo trovare ogni genere di prodotti, bisogna fare però attenzione a ciò che andiamo ad acquistare, molti sono soggetti ad una pubblicità ingannevole e non sono riconosciuti dal Ministero della Salute. Ma esistono anche integratori validi che possono aiutarci ad accelerare il metabolismo, rafforzare le difese immunitarie e regolarizzare l’intestino per prepararci ad affrontare con energia la quotidianità ed ogni problematica che essa comporta.

Un secondo importantissimo fattore di prevenzione è rappresentato dallo sport o movimento da praticare almeno due volte alla settimana naturalmente a seconda della fascia di età e delle predisposizioni e preferenze di ognuno, questo per irrobustire i muscoli, migliorare la circolazione, prevenire aumento ponderale ed obesità, evitare problematiche legate alle articolazioni, favorire l’accrescere dell’autostima, dominare l’ansia, prevenire la depressione ed infine favorire il contatto con gli altri in particolare per i giovani attraverso gli sport di squadra.

Un terzo punto altrettanto fondamentale è la cura del sé: igiene quotidiana, pulizia di unghie e capelli, controlli periodici odontoiatrici ed altri controlli annuali consigliati dal medico a seconda dell’età e delle esigenze personali (esami del sangue, mammografie, visite ginecologiche, mappatura dei nei anche in età scolate ecc…).

La quarta ed ultima indicazione in campo di prevenzione implica la limitazione all’uso di alcolici e super-alcolici, fumo di sigarette, droghe sia leggere che pesanti.

Se rispettiamo i quattro punti consigliati possiamo dire di agire nella direzione della prevenzione psico-fisica e di prenderci cura della carrozzeria e del motore di quella che è la nostra straordinaria macchina: il corpo umano.

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