Tecniche di problem solving e terapia breve

Tecniche di problem solving e terapia breve

Il problem solving rappresenta un processo di elaborazione cognitiva ed emozionale che il terapeuta utilizza per aiutare il cliente nel delicato ed importante processo che conduce a prendere una decisione, a risolvere un problema di vario genere o trasformare in positivo ciò che all’inzio si presentavo svantaggioso e sfavorevole.

Tale processo si avvale di alcune fasi: la prima consiste nel riconoscere quale è il problema e focalizzarlo, la seconda riguarda la raccolta degli elementi che sono a disposizione, la conoscenza delle dinamiche collaterali e la valutazione del problema visto da più punti di vista differenti; la terza fase implica la stesura verbale o anche scritta, se necessario, delle varie soluzioni alternative. Nella quarta lo psicologo segue il cliente nell’esecuzione pratica del piano prestabilito, successivamente si valutano i risultati ottenuti.Il problem solving, utilizzato in terapia, permette di individuare i nostri obbiettivi, mettere ordine a pensieri e comportamenti e arrivare più facilmente a una soluzione che ci permetta di stare meglio con noi stesssi e con gli altri.

La terapia breve ed in particolare la “terapia breve strategica” non necessita di tempi di applicazione molto lunghi,  problematiche di varia natura si possono risolvere in 5-10-15 sedute, a seconda del disagio e del soggetto interessato. L’approccio strategico è una vera e propria scuola di pensiero che non va ad individuare il perché esiste un determinato problema, cioè le cause che lo hanno originato ma focalizza l’attenzione sul “come funziona” un determinato problema, sui fattori e le dinamiche che lo mantengono in vita. Infatti si parte dal presupposto che in ogni dinamica disfunzionale esista un circolo vizioso che mantiene il disagio.

Se, attraverso un cambiamento si riesce ad interrompere il questo circolo vizioso, cambia l’intera dinamica ed il problema tenderà ad estinguersi.

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