I pericoli dell’abuso di psicofarmaci

I pericoli dell’abuso di psicofarmaci

Articolo pubblicato sulla rivista bimestrale “Liguria Magazine” nell’inserto: Salute e Benessere maggio-giugno 2011.

I risultati emersi in una conferenza stampa svoltosi a Roma il 16 novembre 2006 evidenziano il forte incremento delle prescrizioni di psicofarmaci ai bambini italiani. Infatti, oltre settecentomila bimbi rischiano di diventare dipendenti da questi farmaci.

L’allarme proviene da un gruppo di 100 associazioni del settore salute, una di queste è denominata:Giù le mani dai bambini“. Uno studio dell’Istituto Mario Negri evidenziava che in Italia nel 2006 erano trentamila i bimbi che già assumevano psicofarmaci. Secondo gli esperti troppo spesso i comportamenti vivaci vengono ancora oggi interpretati come patologici così vale anche per la depressione. Infatti, secondo gli psichiatri dell’associazione sopra citata, i medicinali sono veramente necessari nel circa il 3% dei casi esaminati e quando la diagnosi molto accurata evidenzia situazioni davvero molto gravi. Nella maggior parte delle situazioni si tratta di comportamenti che non vanno curati per via farmacologica ma attraverso un percorso psicoterapeutico.

La Dottoressa Elisabetta Gardini, psicologa psicoterapeuta, condivide pienamente il parere degli esperti dell’associazione “Giù le mani dai bambini”: oggi comportamenti aggressivi, egocentrici e iperattivi sono troppo spesso interpretati come patologici, così come la tristezza e la malinconia. I sentimenti negativi che emergono nei fanciulli vengono di frequente scambiati per depressione; così ai bambini agitati, distratti ed estremamente vivaci viene subito data l’etichettata di Sindrome ADHD).

Sono sempre più frequenti anche adolescenti e adulti che si recano dal medico generico riferendo sintomatologie varie (che vanno da stati di ansia, all’attacco di panico, dallo stress ai dolori psicosomatici, dalla depressione all’esaurimento nervoso … ) che il medico classifica giustamente come problemi di ordine psicologico e, senza avvalersi di una diagnosi specialistica, tende a prescrivere alcuni psicofarmaci di larga diffusione come Lexotan, Largatil, En, …. ecc. Nel caso poi il medico di famiglia ritenga che la situazione sia più grave, indirizza a uno psichiatra di sua conoscenza; così inizia per la persona bisognosa di aiuto un iter molto spesso errato che conduce a una vera e propria dipendenza da psicofarmaci. Poi magari in un secondo momento, spesso accade che lo stesso medico, parenti, amici o conoscenti convincano la persona che continua a stare male a intraprendere una psicoterapia.

Infatti, riferisce ancora la Dottoressa Gardini, sono molto frequenti i casi di persone (di varie età) che si presentano in terapia lamentando alcuni effetti collaterali causati dall’assunzione di psicofarmaci prescritti o da un medico generico o da uno psichiatra. Queste complicazioni non sono solo di ordine fisico (accelerazione dei battiti cardiaci, vertigini, mal di testa) ma anche di ordine psicologico (paranoie, depressione …).

Il lavoro da portare avanti con queste persone è complesso e difficoltoso, in quanto, oltre alle problematiche già esistenti, se ne aggiungono altre derivate dall’assunzione degli psicofarmaci prescritti.

Il percorso psicoterapeutico è quindi più lungo, si deve prima lavorare sul problema, poi gradualmente si cercherà in accordo con lo psichiatra di scalare con cautela l’assunzione di psicofarmaci, verificando insieme in uno spirito di collaborazione i risultati ottenuti dalla psicoterapia.

L’iter adeguato da seguire sarebbe quello di rispettare le tappe senza invertire l’ordine. Nel caso una persona soffra di un disagio di ordine psicologico, si dovrebbe prima rivolgere al proprio medico generico, il quale farà i relativi accertamenti per verificare che non ci siano delle cause fisiologiche poi, se sarà il caso, dovrebbe consigliare al suo assistito di rivolgersi a uno psicologo di propria fiducia.

Sarà poi lo psicologo stesso, se lo riterrà necessario, a inviare la persona anche da uno psichiatra con il quale svolgere un lavoro parallelo.

Gli psicofarmaci vanno presi, in alcuni casi, solo nella fase acuta, al fine di preparare la persona ad affrontare la psicoterapia; ma con l’intento poi di eliminarli con gradualità pensando al benessere dell’individuo.

Anche la psicoterapia andrà poco alla volta eliminata:  nella fase acuta le sedute saranno di una volta a settimana ma, se il cliente collabora e si sentirà meglio, le sedute saranno sempre più diradate per non creare dipendenza anche dalla psicoterapia.

La psicoterapia se eseguita correttamente non dovrà attribuire alla persona etichette invalidanti (sei un depresso, sei ansioso, ecc.) ma dovrà aiutare la persona bisognosa a oggettivare le proprie dinamiche disfunzionali osservando la situazione problematica da più punti di vista e offrendo aiuto per inventare soluzioni alternative che spezzino il circolo vizioso che con il tempo si è venuto a creare.

La terapia condurrà gradualmente le persone a diventare autonome, non dipendenti né dagli psicofarmaci né dalla psicoterapia stessa per offrire benessere mentale con risultati che perdurino nel tempo.

La psicoterapia non è necessariamente un percorso lunghissimo come in genere si pensa. Se si tratta di problematiche riguardanti una richiesta specifica e la persona collabora frequentando con assiduità, potrebbero essere sufficienti anche 10-15 sedute, questo dipende da caso a caso. Non ci sono dei tempi di miglioramento uguali per tutti; la psicologa-psicoterapeuta Dottoressa Gardini, dopo aver ascoltato il problema, valuta indicativamente il lavoro da portare avanti; sarà poi premura del cliente decidere se tuffarsi in quella faticosa ma anche “fantastica avventura” che è la psicoterapia.

Sicuramente la psicoterapia richiederà più impegno che la semplice assunzione di alcune pastiglie, ma sia a breve sia a lungo termine darà i suoi risultati e accompagnerà l’individuo verso un percorso di crescita allo scopo di portarlo a camminare con coraggio e determinazione nel lungo e talvolta doloroso cammino della vita

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